• 07/05/18 Save the date # , , , , , , , , ,

    FisicaMente | Eureka Roma 2018 | Dipartimento di Fisica Sapienza Roma

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    WORKSHOP con gli studenti dei licei
    10 maggio // 21 maggio // 28 maggio ore 14-18 AULA 3/4

    TALK aperto al pubblico
    La creativita’ della scienza e la scienza della creativita’: fisici e artisti a confronto

    17 maggio ore 15-18 AULA 4
    Luogo: Dipartimento e Museo di Fisica – Edificio ‘Fermi’
    Università La Sapienza Roma – Piazzale Aldo Moro, 6

    L’iniziativa è parte del programma di Eureka! Roma 2018 promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con Siae

     

    FisicaMente – Dialoghi e Esperimenti fra Fisica e Arte è un progetto presentato da Wunderbar Cultural Projects in collaborazione con Dipartimento di Fisica e Museo di Fisica di Sapienza Università di Roma rivolto agli studenti dei licei e al pubblico. Al centro del progetto c’è il rapporto tra materia ed energia, investigato attraverso le più recenti scoperte della fisica subatomica e la visualizzazione creativa di artisti contemporanei.

    Il rapporto tra Roma e la fisica atomica affonda le sue radici negli inizi del ‘900 quando un gruppo di giovani scienziati guidati da Enrico Fermi e passati alla storia come i ragazzi di via Panisperna, chiarirono i meccanismi della fissione atomica. Le leggi razziali e la seconda guerra mondiale costrinsero quel gruppo a una diaspora cui sopravvisse Edoardo Amaldi che nel dopoguerra ricostruì la scuola della fisica romana alla Sapienza e contribuì a formare il CERN. FisicaMente ci riporta in quegli stessi spazi aprendo a gruppi di studenti le porte del Dipartimento e del Museo della Fisica della Sapienza – diretto da Giovanni Organtini Professore Associato di Fisica Sperimentale all’Università di Roma “Sapienza – per coinvolgerli in un confronto interattivo con artisti contemporanei che trovano le radici della propria ricerca nei principi della fisica e più in generale dalle scienze, e che spesso utilizzano le leggi scoperte da queste fonti di conoscenza per costruire installazioni, video, progetti partecipati. Il Museo di Fisica di Sapienza fa parte del Polo Museale del maggior ateneo romano e promuove la diffusione della conoscenza della fisica attraverso visite guidate ed eventi. Il Museo raccoglie una collezione di strumenti di grandissimo pregio costruiti dalla fine del 1700 fino ai giorni nostri ed è impegnato nella conservazione e nella valorizzazione di questo patrimonio.

    Il progetto prevede una serie di workshop, talk, e visite guidate che esploreranno il contributo dei fisici di Via Panisperna alla fisica contemporanea e metteranno a confronto approccio scientifico e artisti sul tema della natura della materia e dell’energia.

    A condurre i workshop tre artisti visivi della contemporanea: Josè Angelino, Elena Bellantoni, Leonardo Petrucci, i quali ognuno seguendo la propria ricerca instaurerà un dialogo tra i temi della fisica moderna quelli della propria ricerca artistica, coinvolgendo gli studenti in un iter sia teorico sia pratico e interattivo. Da una parte l’osservazione e lo studio scientifico dei fenomeni e dall’altra la forza creativa che può spiegare attraverso il suo linguaggio visuale e relazionale, questi stessi fenomeni.

    FisicaMente vuole raggiungere il duplice scopo di connettere il pubblico e gli studenti con un patrimonio culturale e scientifico romano di respiro internazionale, e stimolare le nuove generazioni e misurarsi con divulgazione scientifica e l’interdisciplinarietà dei linguaggi.

    Il primo appuntamento il 10 maggio sarà con Leonardo Petrucci artista diplomato all’accademia di Belle Arti di Roma, che ha al suo attivo numerose mostre e nazionali ed estere.

    ‘La mia ricerca artistica si concentra attorno a tematiche molto particolari che da sempre affascinano l’essere umano, date le proprietà mistiche e simboliche che possiedono concetti come la Geometria Sacra, l’Alchimia, la Cabala e l’Astrologia’. Petrucci nella sua pratica crea relazioni tra questi campi e tematiche più contemporanee e più scientifiche, come la Biologia, la Fisica Quantistica e l’Astronomia, ‘La tecnica che utilizzo maggiormente è una mediazione tra l’arte pittorica e quella digitale, fondendo così la tradizione classica toscana, dalla quale provengo, alla rielaborazione al computer’.

    Questo interesse nelle sue opere si materializza attraverso un’abile analisi dei volumi delle forme, la loro scomposizione e la creazione di nuove figure. Proprio questa dinamica sarò utilizzata nel corso del suo workshop Geometric Universe che porterà gli studenti a riflettere sulla vastità dell’universo, ponendoli in una posizione di responsabilità esistenziale per quanto riguarda la nostra vita sul pianeta Terra.

    Il 21 maggio interverrà Jose’ Angelino, artista visivo e fisico di formazione, il quale si focalizza sull’indefinita linea di confine tra la necessità di accadere e l’adattamento all’ambiente. Angelino è sperimentatore e attivatore di reazioni, a cui dà forma disegnando le strutture in vetro, binari percorsi da un’energia altrimenti invisibile e realizzando in ferro gli elementi di supporto delle sue opere, apparati che fungono da cornice allo scorrimento della materia. ‘La mia ricerca artistica è ispirata dall’osservazione delle dinamiche degli eventi naturali, del loro verificarsi e dello sviluppo” preferenziale “. Costruisco ambienti chiusi, dove applico il vuoto e dove si verifica una scarica elettrica. Modifico lo spazio all’interno di questo ambiente costruendo ostacoli e barriere. Queste nuove traiettorie stabiliscono uno strumento per indagare il confine sottile e indefinito tra spazio e luce “.

    Il 28 maggio l’artista visiva / performer e docente Elena Bellantoni condurrà gli studenti in un doppio percorso che si snoda tra le aule e il Museo di Fisica del Dipartimento.La forma del pensiero dello scienziato e quello dell’artista saranno al centro dell’indagine di Bellantoni, con particolare riferimento al processo creativo che accomuna entrambe le figure. ‘Credo che il processo creativo accomuni entrambe le figure e che al di là del contenuto di studio, l’artista agisca nel mondo come uno scienziato lavorando su associazioni e processi cognitivi che sviluppano poi in una ricerca’. Le connessioni tra linguaggio scientifico e il processo creative saranno indagati attraverso alcune delle sue opere video più recenti: ” Complex System” realizzato con Fondazione Mondo Digitale, The Fox and the Wolf e Tutorial Sirtaki. Nella seconda parte dell’intervento sarà effettuata una visita con il prof. Giovanni Organtini all’interno del Museo, di cui è direttore, illustrando alcuni strumenti peculiari che il museo fondato da Enrico Fermi raccoglie e proponendo ai ragazzi una riflessione sull’etica delle scoperte scientifiche utilizzate per fini bellici, partendo proprio dallo studio della scissione nucleare portata avanti da Fermi.

    Il 17 maggio FisicaMente apre le porte a tutti i romani con un dibattito sul diverso rapporto che scienziati e artisti hanno con il processo creativo. Fisici, coinvolti negli esperimenti del CERN, e artisti contemporanei ci sveleranno i segreti del loro processo creativo. Quale rapporto lega la la scoperta scientifica e l’ideazione artistica? Sono entrambe un disvelamento della realtà o piuttosto una creazione della realta’ stessa. FisicaMente ci guiderà alla radice di domande fondamentali che riguardano la struttura della realtà’, il suo rapporto con la coscienza e le diverse modalità con cui possiamo investigarla.

    Per info e prenotazioni workshop
    info@wunderbarproject.it

    www.eurekaroma.it

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  • 29/03/18 Save the date # , , , , , , , , , , , ,

    IL CORO| RedReading| dal 30 marzo, Teatro di Villa Torlonia, Roma

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    Wunderbar Cultural Projects incontra RedReading di Bartolini/Baronio

    IL CORO da un’idea di Elena Bellantoni 

    30 marzo // 18 aprile // 23 maggio // 14 giugno ore 20,00 – Teatro di Villa Torlonia, Via Lazzaro Spallanzani 1°, Roma

    IL CORO è una rassegna al femminile che nasce da un’idea dell’artista visiva Elena Bellantoni, con la collaborazione di Wunderbar Cultural Projects, all’interno del progetto RedReading prodotto dalla compagnia Bartolini/ Baronio e da 369gradi
    L’occasione è sorta da un invito della compagnia ad aprire il loro lavoro teatrale e di narrazione all’arte visiva, facendo incontrare i temi affrontati nel corso della terza stagione dei loro RedReading – che si terranno tra marzo e giugno presso il Teatro di Villa Torlonia di Roma – con lo sguardo e la voce di 4 artiste visive.
    Come nell’accezione antica del termine, il coro entra in relazione con l’azione rappresentata e tra i suoi personaggi dà una lettura dei fatti con ‘altri occhi’, innescando una riflessione ulteriore, contributo essenziale al pathos scenico. Così le artiste invitate a far parte del coro, si uniranno ai viaggi e le storie presentate, aprendo una breccia con la loro voce, ovvero col proprio linguaggio artistico e visivo e quando possibile con la loro presenza, dialogando attivamente con i performer e gli altri ospiti invitati sulla scena ibrida e orizzontale deli RedReading. Il Coro aprirà così una finestra ‘altra’ sulle storie scelte per ogni data, generando suggestioni immaginifiche e legandosi ai temi di grande urgenza attivati dall’incontro dei testi letterari con il teatro e con le occasioni di pensiero aperte dagli interventi ospitati. Furore di John Steinbeck, Amianto e 108 metri di Alberto Prunetti, Al centro di una città antichissima di Rosa Mordenti e Ho costruito una casa da giardiniere di Gilles Clément i libri da cui partire e offerti come dimensioni da aprire, espandere e animare ad un’artista ogni volta diversa. La terra, il lavoro, la malattia, la precarietà, le migrazioni, la memoria, la guerra, i percorsi delle donne, l’amore, la natura, la cura di sé e dell’altro, del Noi, del mondo come bene comune. Un ciclo di RedReading che intreccia narrazioni epiche, private e collettive, a partire da un grande classico che si apre a due scrittori contemporanei per intrecciare biografia e storia dell’Italia, per arrivare alla costruzione di una casa metafora e possibilità del nostro stare al mondo.

    Il primo appuntamento farà incontrare, venerdì 30 marzo, il RedReading#10 LUNGO LA LINEA DEL FURORE, dal libro “Furore” di J. Steinbeck (ed. Bompiani), con con l’opera video Maremoto (2017) di Elena Bellantoni.

    Maremoto è un lavoro di natura performativa girato sulle coste siciliane. Alle prime luci dell’alba una donna cerca di cavalcare le onde del mare in sella a una bicicletta, un tentativo impossibile di attraversare il mediterraneo utilizzando un mezzo improbabile e poco affidabile. Un lavoro circolare in cui l’elemento dell’acqua, del mare, dell’attraversare racconta la storia di Ibrhaima un ragazzo arrivato a Lampedusa dal Senegal; è la sua voce ad accompagnare il video in lingua Pulaar, il suo dialetto. I due personaggi sono vestiti uguali come se fossero un’unica persona, l’una ha bisogno dell’altra: nell’andare si trova il sé così come nel tornare, l’esperienza della migrazione appartiene ad entrambi. Il desiderio di quest’incontro avviene sul confine del mare, il viaggio diventa un tentativo di ricucire due sponde, due orizzonti, più culture.

    Cos’è RedReading?

    RedReading è un incontro tra il teatro e la potenza di un libro. Un incontro con la narrazione orale, con quelle storie che sono nate da una comunità, e che proprio attraverso il teatro, a quella comunità, ritornano. È uno spazio di prossimità, una traduzione sentimentale e intima dell’esperienza che ha significato per la compagnia la lettura di quel libro, i suoi contenuti, le forme e il linguaggio. RedReading è un progetto che ogni volta viene riformulato su un libro e un nuovo parterre di ospiti. È una costruzione drammaturgica e sonora intorno ad un testo (romanzo, saggio, libro fotografico…) che viene suonato, raccontato e fatto diventare un dialogo attraverso le incursioni degli ospiti che intervengono sugli argomenti che questo tratta e sulle suggestioni che crea. RedReading è un viaggio appassionato nella narrazione dei nostri anni fra racconti, libri, uomini e donne, eroi e ribelli. RedReading è un progetto ideato da Bartolini/Baronio.

    Tra gli ospiti invitati per il primo appuntamento di questa terza stagione: Daniele Caucci, Alessandro Portelli, Francesco Raparelli, Igiaba Scego, gli adolescenti del progetto teatrale Ritratti di un Territorio del Liceo Classico Anco Marzio e del Teatro del Lido di Ostia e i disegni nati all’interno del corso di pittura del Baobab Experience a cura di Laura

    Riccioli.

    Bartolini/Baronio è una formazione artistica romana nata nel 2009 dal sodalizio artistico tra Tamara Bartolini e Michele Baronio. Nelle creazioni artistiche c’è la ricerca di una forte esposizione personale, un approfondito lavoro sulle biografie individuali e collettive, che intreccia specificatamente la poetica musicale, in un dialogo – concerto tra parola e musica, tra artisti e territori. È un teatro “manifesto di prossimità” che vuole creare esercizi di vicinanza tra chi lo fa e chi lo riceve, ricerca di umanità, ritratto della fragilità e della solitudine del mondo contemporaneo, ma anche della sua potenzialità di sovversione. La ricerca drammaturgica e didattica è infatti dichiaratamente e variamente declinata come ricerca di relazione e contatto, di creazione di luogo -corporeo, privato e collettivo- ovvero, in ultimo, ricerca d’identità e come essa possa farsi, in un linguaggio teatrale, sentimentale, finanche pratica politica.

     

    Elena Bellantoni artista visiva, dopo essersi laureata in Arte Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, studia a Parigi e Londra, dove nel 2007 ottiene un MA in Visual Art al WCA University of Arts London. Nel 2007 costituisce a Londra Platform Translation Group, nel 2008 apre 91mQ art project space a Berlino e nel 2015 è co-fondatrice di Wunderbar Cultural Projects. La sua ricerca si incentra sui concetti di identità ed alterità attraverso dinamiche relazionali che utilizzano il linguaggio ed il corpo come strumenti di interazione. Nel 2014 viene acquisita dalla Collezione Farnesina; nel 2016 partecipa alla Soma Residency a Città del Messico; nel 2017 è selezionata per la residenza The Subtle Urgencies, Fondazione Pistoletto, Biella/Tirana; vince il Premio Speciale Ars Nova 100,  Premio Arte Laguna, Pechino. Nel 2014 è artista in residenza a Careof DOCVA di Milano e nel 2009 vince il Movin’up del GAI. Nel 2016 viene selezionata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per il workshop The Institute of Things to Come; finalist al Talent Prize nel 2014; nel 2012 vince il bando NGBK – Neu Gesllschaft für Bildende Kunst. Nel 2018 viene selezionata tra i progetti Collaterals di Manifesta 12. Tra le personali: nel 2017 I give you my word, I give you my world, Fondazione Pietro Rossini, Brisosco (Milano) DreamEscape alla Galleria Richter Fine Art di Roma; nel 2016 Hala Yella Galleria Viamoroni di Bergamo; 2015 performance Parole Passeggere per progetto Inchiostro con il MAXXI; nel 2015 Lucciole allo Spazio Alviani di Pescara; 2014 Passo a Due a Careof DOCVA di Milano e Dunque siamo.. Fondazione Filiberto Menna al Museo Archelogico di Salerno. Tra le collettive, 2016: Beyond Borders. Transnational Italy a British School at Rome; The Picutre Club, American Academy in Rome, Al-Tiba9 Algiers Bardo National Museum, Algeria; 2015: “Capolavori dalla Collezione Farnesina. Uno sguardo sull’arte italiana dagli anni Cinquanta ad oggi”, Museo di Arte Contemporanea di Zagabria, Croazia.

     

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  • 25/10/16 Save the date # , , , , , , ,

    WUNDERBAR + PENINSULA al Festival NEST | 4 – 6 novembre | Q35 -Torino

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    Wunderbar Cultural Projects (Roma) e Peninsula (Berlino) insieme con un progetto selezionato per la prima edizione di Nest – Festival sui centri di produzione artistica indipendente, parte del più ampio progetto NESXT, network internazionale rivolto al panorama artistico no profit, tra associazioni, artist run space e collettivi. Il Festival, che si terrà dal 4 al 6 novembre presso Q35, ex spazio industriale a Torino, definisce una prima mappatura sulla dimensione della produzione indipendente italiana, esplorando nuove e sperimentali pratiche relative agli aspetti della ricerca, della produzione, dell’esposizione, dell’associazionismo e della relazione con il pubblico, con un ricco programma di live performance, concerti, talk, visual, dj-set, video e workshop.

    Il progetto presentato da Wunderbar e Peninsula si articolerà in due sezioni. Una sezione installativa affidata al collettivo artistico Molino & Lucidi, che presenterà 别人正在讚賞您; someone is speaking well of you; qualcuno sta parlando bene di te; quelqu’un est en train de bien parler de toi; jemand spricht gutes über dich proponendo una riflessione sulla perdita d’identità nel passaggio da un contesto all’altro e sui cliché e l’attribuzione di senso nella società globalizzata. Una ricognizione sulle modalità di diffusione della parola e sullo smarrimento cognitivo provocato dalla passiva fruizione dei messaggi, frutto anche di semplificazioni linguistiche dovute a traduzioni sommarie che non rispettano i significati originali. La performance, che sarà attivata nelle giornate del Festival, ha come protagonista il ‘biscotto della fortuna’, prodotto industriale metafora di una società omologata in cui si perdono passivamente le differenze linguistiche e culturali tra Oriente e Occidente.

    L’altra sezione sarà dedicata a talk e workshop con il progetto La lingua dell’Altro un dialogo attivo tra arti visive, reti sociali e territorio, a cura di Wunderbar Edu e Peninsula in collaborazione con Daniela Allocca (docente di Traduzione specialistica LM II presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale) e Francesco Tarantino – Cooperativa Orso.

    Un talk e una serie di workshop interattivi e relazionali si legheranno al lavoro di Molino & Lucidi con un focus sul concetto di traduzione linguistica e culturale e sul tema dell’identità_diversità in relazione ai migranti e alle nuove forme di integrazione e cittadinanza. I workshop curati da Aracne Device (Daniela Allocca ed Elena Bellantoni, artista visiva) inviteranno le persone ad intervenire in un gioco di ruolo per far emergere le dinamiche sociali e psicologiche della relazione con l’altro e a realizzare un proprio workbook sulla traduzione. Le attività saranno attivate con la collaborazione di tre operatori della cooperativa Orso (Francesco Tarantino, Emiliano Trucco e Fatuma Ceesay) con la partecipazione di alcuni richiedenti asilo e rifugiati inseriti nei progetti di accoglienza gestiti da Orso, che proporranno ai partecipanti di interpretare il significato di parole nelle loro lingue madri attraverso diversi tipi di rappresentazione.

    PROGRAMMA

    VENERDÌ 4 Novembre

     ore 19.00 Opening Nest

    Sezione installativa – Attivazione performance Molino & Lucidi

    SABATO 5 Novembre

    ore 18.00 – 1.00

    Sezione installativa – Attivazione performance Molino & Lucidi

     ore 17.00

    Talk La lingua dell’Altro, a cura di Wunderbar Edu e Peninsula. Partecipano: Daniela Allocca, Francesco Tarantino – Cooperativa Orso, Elena Bellantoni (artista visiva, presidente Wunderbar), Ilaria Biotti (artista visiva), Stefania Migliorati (artista visiva), Simona Molino e Matteo Lucidi (artisti visivi).

    Moderano: Manuela Contino (project manager, vice-presidente Wunderbar) ed Eleonora Farina (critica d’arte e curatrice, vice-presidente Peninsula)

     ore 18.00

    Le lingue Altre e la traduzione

    Workshop esperienziale aperto al pubblico, a cura di Aracne Device in collaborazione con Cooperativa Orso

     DOMENICA 6 Novembre

    ore 12.00 – 20.00

    Sezione installativa – Attivazione performance Molino & Lucidi

    ore 14.30 – 16.00

    Io al posto tuo, tu al posto mio

    Un lavoro di arte partecipativa aperto al pubblico, a cura di Aracne Device in collaborazione con Cooperativa Orso

    Per info e partecipazioni ai workshop scrivici a: info@wunderbarproject.it

    NEST – Q35 Via Quittengo, 35, Torino www.nesxt.org

     

     

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WUNDERBAR + PENINSULA al Festival NEST

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